Intervista alla giornalista Nicola Ruth

Il buon giornalismo? Trova un equilibrio tra problemi e soluzioni

Era il suo sogno da ragazza, ma poi la vita l’ha portata su strade diverse: prima nel mondo dell’arte e del teatro e poi a insegnare inglese in Spagna. Ma quando quel desiderio è tornato a galla, quella voglia di fare la differenza, o almeno di provarci, è riemersa è stato tutto un crescere. E’ così  Nicola Ruth ha iniziato il suo percorso: una internship a Positive News per sei mesi, che poi si è trasformato in un lavoro part time come Editorial Assistence, e ha iniziato il suo MA Newspaper Journalism, vincendo una borsa di studio per il The Guardian. Ora Nicola è una freelance e collabora appunto col The Guardian, Positive news e altri giornali. E’ cresciuta col giornalismo costruttivo, trovare soluzioni e avere un impatto positivo è sempre stato il suo obiettivo. Ma non è sempre facile, come ci racconta.

Quali argomenti preferisci affrontare nei tuoi servizi?

Quando non mi vengono direttamente commissionati e se posso scegliere mi piace scrivere di questioni legate al sociale, all’educazione, alle disabilità, ai problemi della casa. Ma anche storie ispiranti.

Quanto è difficile scrivere un articolo che contenga al suo interno una prospettiva positiva?

Non è facile, ma se scelgo io l’argomento cerco di farlo sempre: queste storie hanno un grande successo. Mostrare come le persone hanno reagito ad un determinato evento, come hanno approcciato il problema. Non sempre si usano termini positivi, a volte ci sono argomenti che vanno affrontati anche con durezza per scuotere le coscienze. Essenziale ricordarsi sempre che si ha un impatto sul pubblico.

Cosa è per te il giornalismo costruttivo?

E’ un metodo, ma anche una forma mentale. E’ l’unione di tecniche e approccio alle questioni. Un giornalismo costruttivo bilancia il positivo con il negativo e propone una realtà più completa.

Tu collabori col The Guardian che ha interessanti sezioni di impatto positivo….

The Guardian è un giornale molto propositivo: non scade Nell’allarmismo e ha un ottimo bilanciamento tra ciò che non funziona e ciò che funziona. Anche quando tratta di problematiche, lo fa comunque con un’analisi precisa del come e del perché. Si vede anche dall’atmosfera che si respira in redazione: ogni giorno si fa una riunione tra colleghi e tutti possono dare idee, esprimere opinioni e dire la propria, dal super boss all’ultimo arrivato. E’ un approccio estremamente democratico.

Anche in altri giornali hanno iniziato a comparire le sezioni di “giornalismo positivo”: ma perché è così difficile renderlo parte integrante del giornalismo?

Non saprei davvero… sento molte persone  complimentarsi del lavoro di chi ha un approccio del genere, ma poi si volgono verso altro. Io, nel mio piccolo, cerco di farlo. Bisogna trovare un compromesso tra problemi e soluzioni. Bisogna stimolare il dibattito e la conversazione in questa direzione. E fare sempre del buon giornalismo.

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